Akrotíri

Il Faro di Akrotiri
Il paese di Akrotíri sorge all’estremità di Santorini, a 9 km a sud-ovest di Firá. Possiede un’incantevole chiesa con absidi a volta e campaniletto, oltre a un sito archeologico che si estende subito dopo l’abitato, in direzione delle spiagge. Akrotíri è servito in luglio-agosto da parecchi autobus (sia diurni che notturni) provenienti da Firá, con frequenza che va dalla mezz’ora all’ora. In bassa stagione c’è una corsa ogni ora dalle 9 alle 20.30. Ci sono collegamenti frequenti anche con Perissa.
Il sito archeologico
Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 15, chiuso lunedì, ma conviene informarsi prima perchè gli orari non sono sempre rispettati. Il biglietto costa 5 € a persona e comprende anche la visita del Museo preistorico di Firá.
Akrotíri fu scoperto grazie alla tenacia di Spirìdion Marinatos, che dopo aver compiuto campagne di scavi in varie parti della Grecia (Creta, Micene, Pylos), giunse nell’isola di Santorini nel 1962.
Dal 1967 al 1974, fece ritrovamenti straordinari: come a Pompei, la valanga di ceneri vulcaniche che seppellì la città sotto uno spessore di 40-50 m ebbe se non altro l’effetto di preservare le rovine dai segni del tempo e delle intemperie una superficie complessiva di ben 12000 m2. Tra le rovine sono stati individuati anche alcuni magazzini con grossi recipienti pieni di cibi.
E’ possibile ammirare quel che resta del sito al Museo preistorico di Firá e ad Atene. Senza dubbio il pezzo più celebre raffigura il Pescatore, che appare riprodotto praticamente su tutte le bottiglie di vino di Santorini.
Va detto che molto deve ancora venire alla luce; 25 anni fa il successore di Marinatos, il professor Doumas, affermò che ci sarebbero voluti 100 anni per portare alla luce tutto! Un consiglio agli interessati: recatevi al sito archeologico di Akrotíri dopo aver visitato il Museo preistorico di Firá.
Da Akrotíri parte una strada asfaltata che conduce al faro dell’isola. Prima del paese dirigetevi a destra, poi continuate a salire, salire e poi ancora salire. Lo splendido panorama che domina i vulcani è un’autentica rivelazione e senz’altro uno degli angoli di Grecia più belli! Si respira una tranquillità assoluta e, stranamente, anche i venti sembrano girare a largo.
Mesa Pigadia
In direzione del faro si incrocia una stradina sterrata che procede verso la spiaggia di Mesa Pigadia. Vista la lontananza dall’asfalto, sulle due ruote diventa un po’ massacrante il tratto, ma alla termine c’è una bella spiaggetta riparata. Un altra spiaggietta più solitaria e pulita la trovate procedendo per 300 m a sinistra.
Caldera Beach
Proseguendo per il faro, verso il bivio per Mesa Pigadia, prendete la pista sterrata e continuate a destra fino alla scogliera. Scendendo a piedi per 300 m arriverete alla bella e deserta spiaggia di Caldera Beach, non molto grande e con l’acqua piuttosto limpida.






